SEPA, Il nuovo bonifico – parte 2

Le novità che riguardano il bonifico sono meno numerose di quelle che abbiamo visto per l’addebito SEPA, in quanto il prodotto nazionale e quello europeo hanno caratteristiche simili.

La principale novità riguarda le imprese che eseguono bonifici raggruppati per mezzo dei servizi di remote banking messi a disposizione dalla propria banca.
In particolare, le imprese, ad eccezione delle microimprese, dovranno adeguare i propri sistemi informativi per utilizzare i nuovi formati SEPA basati sugli standard internazionali di colloquio ISO 20022 XML. Le banche dovranno scambiare fra loro i pagamenti adottando la nuova messaggistica ed impegnarsi a riceverla dalle aziende che ne faranno richiesta a partire dal 1° febbraio 2014; le
imprese potranno, invece, contare su una facoltà di differimento, dovendosi adeguare entro il 1° febbraio 2016.

I formati XML del bonifico SEPA prevedono specifici campi per la veicolazione di una serie di informazioni inserite dall’ordinante e utili alla riconciliazione dei pagamenti ricevuti da parte del beneficiario.
Tali informazioni vengono trasmesse attraverso rete interbancaria dalla banca del cliente ordinante a quella del beneficiario e inviate a quest’ultimo
in fase di rendicontazione (tipicamente, tramite l’estratto conto cartaceo o la rendicontazione elettronica dei movimenti del conto).
Tra questi campi specifici vi sono:

  •  il nominativo dell’ordinante;
  •  il codice identificativo dell’ordinante;
  •  il nominativo del beneficiario;
  •  il codice identificativo del beneficiario;
  •  le informazioni di riconciliazione (c.d. “remittance information”) sono le informazioni relative al pagamento che l’ordinante intende far pervenire al beneficiario;
  •  l’eventuale nominativo della controparte per conto della quale il pagamento è stato effettuato;
  •  il codice identificativo della controparte per conto della quale il pagamento è stato effettuato;
  •  l’eventuale nominativo della controparte a favore della quale il pagamento è stato effettuato, se diverso dal beneficiario del bonifico;
  •  il codice identificativo della controparte a favore della quale il pagamento è stato effettuato, se diverso dal beneficiario del bonifico.

Tra quelli sopra elencati, di particolare interesse per le imprese sono i campi atti a trasmettere i codici identificativi delle controparti che, se adeguatamente utilizzati mediante l’inserimento, ad esempio, del Codice Fiscale o di Partita IVA, consentono l’individuazione automatica e puntuale del pagatore e del beneficiario. Altrettanto importanti sono le informazioni per la riconciliazione del pagamento (c.d. “remittance information”), che possono alternativamente essere inserite:

  • in un campo di testo libero di 140 caratteri, eventualmente utilizzando le regole di formattazione messe a punto dall’European Association of Corporate Treasurers (EACT);
  • in un campo di testo strutturato con le modalità definite dallo standard ISO 11649 – Structured creditor references to remittance information.

Le informazioni inserite dall’ordinante in tali campi del messaggio elettronico di bonifico vengono fatte pervenire integralmente al beneficiario. Ciò consentirà alle imprese creditrici di raggiungere elevati gradi di automazione nei processi di contabilizzazione degli incassi e un tempestivo aggiornamento dei partitari clienti, con significative riduzioni degli oneri amministrativi e di processo, oltreché dei connessi rischi operativi.